…Trilli…
La mia piccola isola che non c'è

Ago
15

 

 

Chi è andato è andato e spero a fanculo, ciò che è stato è stato, il passato lo rimpiange chi non ha futuro.

 

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C’è più intimità nel dormire insieme che in tutto il sesso del mondo.

 

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Le 4 L della vita: Live, Love, Laugh, Learn

Vivi, Ama, Ridi, Impara

 

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E ti vengo a cercare anche solo per parlare o per vederti Perché ho bisogno della tua presenza per capire meglio la mia essenza.

 

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La vita è breve. Infrangi le regole. Perdona in fretta. Bacia lentamente. Ama veramente. Ridi senza controllo.

 

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L’universo mi sconcerta e non posso pensare che un simile orologio esista senza che esista l’orologiaio.

 

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Al giorno diciamo in media 5 bugie. Quella più comune è “sto bene”.

 

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L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione.

 

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La logica ti può portare da A a B.

l’immaginazione ti può portare dovunque.

 

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Tu punti l’indice per giudicarmi…..io alzo il medio per indicarti dove andare.

 

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Bisogna essere abbastanza simili per capirsi e abbastanza diversi per completarsi a vicenda.

 

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Per un uomo arriva un giorno in cui per andare dove deve andare, se non ci sono né porte né finestre, gli tocca sfondare la parete.

 

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Non sempre ho voglia di parlare…di spiegare…di riflettere o di decidere… a volte mi va di stare immobile in silenzio.

 

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Fate gli uomini non solo quando vi dovete abbassare i pantaloni.

 

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Tesoro… prima di aprire la bocca… chiudi le gambe.

 

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Donna, colei che capisce anche ciò che non le dici

Uomo, colui che non capisce anche ciò che gli spieghi.

 

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Impossibile disse l’orgoglio

Rischioso disse l’esperienza

Inutile disse la ragione

Provaci sussurrò il cuore.

 

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Scusarsi non significa sempre che tu hai sbagliato e l’altro ha ragione. Significa semplicemente che tieni più a quella relazione del tuo orgoglio.

 

 

 

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L’uomo perdona e dimentica.

 

La donna perdona soltanto.

 

 

 

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E’ giusto avere paura. Significa che hai ancora qualcosa da perdere.

 

 

 

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Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.

 

 

 

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Apr
10

  Padrone di niente.. ma schiavo di nessuno.

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Il volume della musica deve essere più alto di quello dei pensieri.

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Non importa quanti respiri fai nella vita, quello che conta sono i momenti che il respiro te lo tolgono.

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Sai Perché abbiamo il cuore a sinistra e non al centro del petto?

Per un solo e semplice motivo:

quando abbracciamo chi amiamo il battito del loro cuore riempie il nostro lato vuoto.

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Ma che gli hai fatto tu a quest’aria che respiro

e come fai a starmi dentro ogni pensiero.

Giuralo ancora una volta che tu esisti per davvero.

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Sai Perché quando sei felice non riesci ad addormentarti?

Perché in quel momento la realtà è migliore di qualsiasi altro sogno.

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Se posso prenderti le mani in qualsiasi momento è sapere che più lontano di due braccia non sarai mai…

poterti baciare è avere la consapevolezza di poter annullare ogni distanza tra me e te in qualsiasi momento…

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 Devi solo promettermi una cosa: resta.

Fidati di me…

combatteremo insieme…

rideremo,

piangeremo,

ci divertiremo,

litigheremo,

giocheremo

e tutto questo lo faremo insieme.

Promettimi che resterai sempre accanto a me qualsiasi cosa succederà…

mi fido di te… sai?

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 Ma alla fine io sono del parere che se una cosa ti rende felice,

allora non può essere cosi’ sbagliata.

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Chi vive senza follia, non e’ cosi’ saggio come credi.

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Ti dicono che il tempo guarisce tutto.

Ti dicono che col tempo si dimentica.

Non e’ vero.

Col tempo impari semplicemente a non guardare in quella direzione.

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 Mi hanno dato occhi per guardarti

notti per sognarti

mi hanno regalato labbra per baciarti

e due braccia per stringerti…

al resto c’ha pensato il destino.

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La persona ideale non è quella con cui andresti a letto,

ma quella con cui ti sveglieresti al mattino felice di averla accanto.

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E’ bello essere qualcosa per qualcuno

se qual qualcuno è qualcosa per te.

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Il “per sempre” non esiste, ma se oggi mi dicessi TI AMO.. ecco oggi sarebbe già per SEMPRE.

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Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto.

E’ il principio fondamentale dell’universo: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

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Più una persona sta bene da sola e più acquista valore la persona con cui decide di stare.

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Se stasera ho voglia di morire è Perché non ti amo più.

Sono disperata per questo.

Vorrei essere già vecchia per averti dedicato tutta la mia vita.

Vorrei non esistere più Perché non posso più amarti.

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Se muore lei per me tutta questa messa in scena del mondo che gira,

possono anche smontare,

portare via, schiodare tutto,

arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio,

possiamo spegnere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto…

Lo sai Perché mi piace tanto?

Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole…

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Quando ti trovi davanti a due decisioni lancia in aria una moneta. Non Perché farà la scelta al tuo posto. Ma Perché nell’esatto momento in cui la moneta è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando di più.

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L’amore non è essere capiti senza bisogno di parlare, ma poter parlare di tutto sapendo di essere capiti.

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Fratelli e sorelle non dovrebbero mai far parte della stessa famiglia.

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Apr
10

 

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidita’ umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.

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 Il buonismo e’ il male assoluto del popolo italiano.

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Sono arrabbiata con te… non ti cercherò più…ma sei il mio unico pensiero.

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Emotivamente mi manchi…razionalmente vaffanculo

 

Vorrei farti sognare… stringerti tanto da non respirare… perdermi in ogni minimo particolare di te.

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Dio dammi la pazienza Perché se mi dai la forza li ammazzo tutti.

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La donna dice grigio, pensa nero e vuole bianco.

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Non perdere del tempo con chi non è disposto a trascorrerlo con te.

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i vincenti trovano sempre una strada.

I perdenti trovano sempre una scusa.

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 Il peggior difetto dei furbi e’ pensare che gli altri non lo siano.

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 Una persona non e’ importante per lo spazio che occupa, ma per il vuoto che lascia.

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Sapevi che quando sogni quella persona è Perché quella persona si è addormentata pensando a te?

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Cercami anche quando non ti cerco…perchè è quando non ti cerco che ho più bisogno di te.

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Sono responsabile di quel che dico… e non di quel che capisci tu!

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O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare cattivo.

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Perdersi è l’unico modo di trovare qualcosa di introvabile. Altrimenti chiunque saprebbe dove cercare.

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Chi segue il gregge prima o poi calpesta una merda.

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Mai discutere con un idiota.. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

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Sarai in cerca della favola, ma cercherai sempre la follia.

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Un giorno qualcuno entrerà nella tua vita e capirai finalmente Perché con gli altri non ha mai funzionato.

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Io non dico di aver ragione. Dico solo che non mi sembra di aver torto.

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Apr
10

 

Wonderland – La filastrocca

 

C’era un passaggio che oltre portava, una porta bizzarra, un vecchio portone,

assi di legno cardini antichi e un grande e curioso pomello d’ottone. Tutti passavano pochi restavano, molti sentivano ma non ascoltavano.

Troppi vedevano, molti guardavano, vacui scrutavano ma non osservavano.

Questa è la storia più volte narrata del passaggio nel muro che nessuno trovava.

Questa è la storia più volte sepolta della soglia varcata che nessuno esplorava.

C’era un passaggio che oltre portava a un passo dal mondo, due passi dal nostro,

il fiore e la giostra, la tomba che urlava:un mondo sperduto lontano dal vostro.

Sempre saremo sorelle legate. Noi siamo le Storie, lasciate e trovate, scritte e impreviste, sognate e cantate, lette e mai viste, sentite e spiate.

Questa è la storia , della Storie vicenda, dell’universo nascosto che nessuno scriveva.

Questa è la storia, la sghemba leggenda di un luogo non luogo che oltre il passaggio esisteva.

C’era un passaggio che oltre portava e invero c’è ancora, puoi vederlo da te.

Non far domande, non saranno risposte. Alle Storie di qui, non chieder perché.

Corri sul filo e naviga il prato, nera la scala che porta al tuo amato. Mangia con gli occhi e vedi col cuore, chiudi la finestra o riderai molte ore.

Non ti sedere la sedia già dorme. Tre lati ha il quadrato, non parlare alle forme.

Un mondo si spiega aldilà del portone un carillon che suona è la nostra magione.

Se credi ai tuoi occhi, sei qui per restare. Il nostro è il tuo mondo, dovrai Raccontare.

Questa è la storia di quel viaggiatore e del passaggio nel muro che aveva varcato.

Questa è la storia di quel mondo perduto e della voce narrante che l’aveva svelato.

C’era un passaggio che oltre portava, sii benvenuto, ma in silenzio cammina.

Narra, racconta ed esplora le storie: sogna viandante, la notte è vicina.

Sii prudente ma alla follia incline, rimembra l’inizio e scorda la fine. Se sei il viaggiatore e la soglia hai varcato, scoprirai che questo mondo la tua storia ha già narrato.

Questa è la storia più volte narrata, di Wonderland e del narratore che dall’altro mondo era venuto.

Questa è la storia, più volte sepolta, di una sghemba storiella, in cui, se vorrai sarai benvenuto.

 

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Sei il momento trascorso, l’occasione fuggita

il sogno interrotto al risveglio

Sei lo sguardo al passato

e il rimpianto dei capelli nel vento

Tu sei il cammino non fatto

la notte passata ad attendere

il vino nel calice inutile, perché senza brindisi

Sei il pianto sommesso ed urlato

Sei la mia scommessa perduta.

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“Caro mondo ti scrivo vergognato dal campo della morte, nemmeno parafrasando Dante si può riuscire ad inventare..”il lavoro rende liberi”
Un’agonia infernale da cui neanche chi sopravvive, riuscirà ad essere vivo.”
 

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“I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac Man avesse influenzato la nostra generazione ora staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva.”(CIT. Marcus Brigstocke)

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….essere una donna vivace,loquace, morbidissima,prodiga di diminutivi infantili e di risa scampanellanti,facile alle tenerezze improvvise, alle malinconie subitanee, alle rapide ire…

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E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’il tuo sangue, e anche il sangue degli altri.

Poi quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscire vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro che sia finità per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia. (pag 6, Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami)

 

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VORREI….. MA….

Vorrei non amarti…
ma non riesco.
Vorrei non sentirti…
ma poi starei in ansia.
Vorrei n
on vederti…
ma sei sempre davanti a me.
Vorrei non desiderarti…
ma è stupendo desiderarti.
Vorrei averti al mio fianco…

ma …ma…ma….
c’è sempre un MA…

Il cuore decide da solo
e il pensiero vola alto..
Tienimi con te tra le tue braccia…
Sento gia’ il profumo della tua pelle.
il contatto delle nostre mani
intrecciate…
Riscoprirsi…
dopo tanto tempo…
i nostri corpi vicini…
il tuo respiro ansimante…

le tue carezze d’amore..
sono il premio a cui aspiro…
Lentamente stringo
le tue mani…
poi…
ricominciamo….
Ma…. è tutto un sog
no.

 

  Sulla luna, per piacere, /non mandate un generale:
ne farebbe una caserma / con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere / sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte / per mostrarlo a pagamento.

non mandateci un ministro / col suo seguito di uscieri:
riem
pirebbe di scartoffie / i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta / sulla luna ad allunare:
con la testa nella luna / lui da un pezzo ci sa stare…
a sognar i più bei sogni / è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile / anche quando è disperato.

Or che i sogni e le speranze / si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra / fate largo ai sognatori!

“Sulla luna”, Gianni Rodari_______________________________

Feb
24

 

La luna decorata dalle nuvole

sembra una dama al centro di una serata danzante…

tante stelle quanti cavalieri…

ad ogni baciamano un sogno d’oro regalato

….notte blu….

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“..finalmente sento le mie mani interiori

tanto forti e capienti da riuscire a sorreggere e a contenere sempre più il peso ed il volume della mancanza di buonsenso da parte della specie uomo,

nei confronti della vita e di se stesso!”

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Analogamente se è difficile rispondere a una domanda,

si può comunque credere che la domanda

abbia una e una sola risposta esatta.

C’è una forma di vita anche dopo la morte oppure non c’è.

Molti antichi misteri sono stati risolti poco per volta dalla scienza.

Un tempo ci si chiedeva quale aspetto avesse la parte nascosta della luna.

Non era possibile arrivare a una conclusione semplicemente discutendone:

la risposta era quindi affidata alla fantasia del singolo.

Oggi sappiamo bene com’è fatta;

non è più possibile credere che un uomo abiti sulla luna

o che essa sia un formaggio.

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Secondo un filosofo greco

che visse più di duemila anni fa,

la filosofia nacque grazie alla capacità,

peculiare agli essere umani di stupirsi.

A suo parere,

il fatto di esistere è così strano per un uomo

che le domande filosofiche nascono da sole.

Pensa a quello che succede

quando si assiste ad un gioco di prestigio.

Non riusciamo a capire

come sia successo quello

che abbiamo appena visto.

Allora ci chiediamo:

come ha fatto il prestigiatore

a trasformare un paio di fazzoletti

di seta bianchi in un coniglio vivo?

Ecco: per molte persone il mondo è incomprensibile nello stesso modo.

Giu
24

ATLANTE

Davanti a te la mia anima è aperta

come un atlante: puoi seguire con un dito

dal monte al mare azzurre vene di fiumi,

numerose città,

traversare deserti.

Ma dai miei fiumi nessuna piena ti minaccia,

le mie città non ti assordano con il loro clamore,

il mio deserto non è la tua solitudine

E dunque cosa conosci?

Se prendi una penna, puoi chiudere in un cerchio esattissimo

un piccolo luogo montano, dire: “Qui fu la battaglia,

queste sono le sue silenziose Termopili”.

Ma tu non sentisti la morte distruggere la mia parte regale,

né salisti furtivo

col mio intimo Efialte per un tortuoso sentiero.

E dunque cosa conosci?

Margherita Guidacci

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SVEGLIAMI, TI PREGO, SUCCEDE ANCORA

Svegliami, ti prego, succede ancora

d’implorare in un sogno a questa tenera

età, aiutami, fa’ che non sia vera

l’oscena materia del buio. Sfiora

allora davvero una mano il mio

corpo assiderato e di colpo so

d’averti chiamata e che non saprò

più niente.

Giovanni Raboni

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PENSIERO

I miei pensieri sono le mie puttane

All’alba

penso a te

penso con le dita

penso a te carezza

con le dita dell’alba

*

all’alba

sole sulla tua bocca

luce nei tuoi capelli

orlo del pensiero

il desiderio rovesciato nella tua voce

nella trasparenza dell’alba

sulla tua pelle

come un veliero

il desiderio velato

e la seta sgualcita del sonno

nella trasparenza dell’alba

nella trasparenza dell’alba

la rosa

e la memoria

e la musica con le dita

*

all’alba mi quaglia

all’alba nel tuo collo

e la stella madreperlata che fugge

il calore che si sveglia

nell’aspro rosa

e sui tuoi seni

sotto la mia bocca

il desiderio madreperlato

la rosa del sole

all’alba

mobile

desiderante

ampia e pesante come un’onda

ti volti verso di me

e il pensiero vermiglio.

MARCELIN PLEYNET

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Con un filo d’oro

Con un filo d’oro

la vorrei a me legare

Poi, come prova d’amore,

la vorrei per sempre liberare.

VIVIAN LAMARQUE

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CREDEVO NON MI AMASSE

Credevo non mi amasse

Perché è vietato

forse invece non mi ama

Perché non è innamorato.

VIVIAN LAMARQUE

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Questa follia così leggera

Questa follia così leggera

pesa come una montagna

verso sera.

Vivian Lamarque

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LA NOTTE SCENDE

La notte scende

siamo lontani di cuscini

ma di anime

siamo vicini

Vivian Lamarque

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Giu
24
 

Appunti

non m’accende amore.

Più non mi incanta il dolore.

Senza pietà è mia vita.

Passano i giorni e grida

l’anima mia smarrita.

Forse la giovinezza

è camminando.

Nel buio della notte

le tempesta s’ascolta

lacrimando.

Di notte al tavolino, per morire

decisi di mai più scrivere

ma ricordare vivendo

gli amori di un tempo.

Chi vive di ricordi

s’innamora!

Dario bellezza – 1987

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IL TUO NOME

Più il tuo nome mi sale

alla gola

più parlo per tacerlo: si fa presto

a nominare il buio col buio

ma è la sagoma solitaria

silenziosamente possibile

al di dentro che fa paura:

vivrò nell’ignoranza

di ciò che so

fin nelle viscere che somatizzano quel nome

e si torcono,

mi fanno sentire più vecchio ogni mattina.

Alberto Bevilacqua – 1988

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RICEVO DA TE QUESTA TAZZA

E la crepa nella tazza apre

un sentiero alla terra dei morti.

(W. H. AUDEN)

. come quando una crepa

attraversa una tazza.

(R. M. RILKE)

Ricevo da te questa tazza

rossa per bere ai miei giorni

uno ad uno

nelle mattine pallide, le perle

della lunga collana della sete.

E se cadrà rompendosi, distrutto,

io, dalla compassione,

penserò a ripararla,

per proseguire i baci ininterrotti.

E ogni volta che il manico

e l’orlo s’incrineranno

tornerò a incollarli,

finché il mio amore non avrà compiuto

l’opera dura e lenta del mosaico.

*

Scende lungo il declivio

candido delle tazza

lungo l’interno concavo

e luccicante, simile alla folgore,

la crepa,

nera, fissa,

segno di un temporale

che continua a tuonare

sopra il paesaggio sonoro,

di smalto.

Valerio Magrelli

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LA COMETA

Quel mio amore per lui aveva ali di cera –

lunghe le ali sembravano eterne –

battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,

puntavano al sole con nervature nervine –

Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,

soltanto ora perdute mi diventano vere,

e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma

troppo importante, uomini, per potersi incarnare –

Chiomate vaganti comete di Halley, presagi

disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,

nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare

coaguli di pura lontananza – morgane

Maria Luisa Spaziani – 1986

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L’ELOQUENZA

Con timoroso stupore accedo alla tua nudità

(guizza il pesce di marzo della luce),

inguini, anfratti,e già un corallo pallido

di vene traccia mappe d’eldorado, –

Dormi, e il silenzio è cembalo stregato

che ci percorre il sangue ricongiunto.

Scivola sul pendio di neve azzurra

la mano-luna in brividi e tepori.

Amarti… Ma il linguaggio è una gabbietta

di cornacchie assai rauche. La più saggia

eloquenza sarà tacerti accanto,

mio germoglio che dormi nella neve.

MARIA LUISA SPAZIANI – 1981

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IL VETRO

Che lunghe , le notti d’inverno,

in certi luoghi belle ma terribili,

che ci hanno accolto con apparente dolcezza:

piove, e tira vento, e gela impietosamente,

e spesso mi sveglio, turbato, in piena notte,

e mi conforta sentire il respiro del tuo corpo giovane

che dorme, indifeso, accanto a me,

ma di colpo mi prende paura

quando passo la mano sui tuoi fianchi

e ti sento fredda e ghiacciata

come il vetro che ci separa dall’esterno:

mi accorgo, allora,

che non sei tu la mia donna

né questa la mia città,

ma mi spaventa soprattutto la possibilità

che questo nemmeno sia il mio tempo

– la paura di trovarsi esposto alle intemperie –

e non posso che svegliati, agitato,

affinché tu mi sostenga ancora nel nostro presente,

tuttora giovane e così fragile.

Alex Susanna

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Mar
04
 

CON LEI

Con lei era difficile. Ma non rimpiangere

il giugno lontano, la parola cuore,

i denti come perle duri sul bacio inesperto,

la mano timorosa, il contemplato pudore.

A ripensarci, lei era poco più d’una sciocca,

oggi diresti che la mette giù dura,

e molto meno ti chiede colei che ripete:

cinquemila in albergo e in macchina due, con la bocca.

Giovanni Guidici – 1965

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La ragazzetta che voleva mostrarmi una cosa

La ragazzetta che voleva mostrarmi una cosa

innocente benché misteriosa – noi due

sotto il letto accucciati sul freddo pavimento

    – mi sussurrava “aspetta” – era soltanto un gioco

    diverso un poco dagli altri – ma lì entrando

    la sua sorella più grande alzò la coperta ci vide

    gridò corse a chiamare venne gente

    – mai più giocammo insieme noi che semplicemente…

Giovanni Guidici – 1965

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Il nostro amore è come Bisanzio

il nostro amore è come Bisanzio

deve essere stata

l’ultima sera. Deve esserci stato

immagino

un riflesso sui visi

di quelli che affollavano le vie

o stavano in gruppetti

negli angoli di strada e nelle piazze

e parlavano insieme a bassa voce

doveva assomigliare a quel riflesso

nel viso tuo

quando te ne scosti i capelli

e mi guardi.

Immagino che non abbiano parlato

molto, e di cose

del tutto indifferenti,

che abbiano tentato di parlare

e si siano arrestati

senza aver detto ciò che desideravano

e abbiano tentato ancora

e rinunziato ancora

e si siano guardati

e chinato lo sguardo.

Antichissime icone per esempio

portano quel riflesso

come il riflesso d’una città in fiamme

o quel riflesso che una morte imminente

lascia sulle fotografie dei morti giovani

nella memoria dei sopravvissuti.

Quando mi volto verso di te

nel letto, ho l’impressione

d’entrare in una chiesa

che è bruciata

da molto tempo

e dove il buio negli occhi delle icone

è rimasto

colmo di quelle fiamme che li cancellarono.

Henrik Nordbrandt

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L’amore (non) è eterno

Non può durare. Certo non durerà.

Si attacca l’amore smaniando

al tuo corpo bruciante e corre ad altre,

eterno solo in questa sua vicenda.

Il resto che si dice è peste e corna

di poveri poeti

Daria Menicanti

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NON TI DOMANDO

Non ti domando sicurezze, mai

con te ho pensato a un amore routine

Se torni, quando torni per favore

non dirmelo. Son queste le cose

che non voglio sapere, che so.

Tu bada a non farmi promesse

io a non chiederne

Daria Menicanti

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PER CASO MENTRE TU DORMI

Per caso mentre tu dormi

per un involontario movimento delle dita

ti faccio il solletico e tu ridi

ridi senza svegliarti

così soddisfatta del tuo corpo ridi

approvi la vita anche nel sonno

come quel giorno che mi hai detto:

lasciami dormire, devo finire il sogno

Antonio Porta – 20.08.1981

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LO SPECCHIO CHE HAI FISSATO SUL PETTO

Lo specchio che hai fissato sul petto

è il segnale di un patto profondo

tu mi guardi mentre io ti guardo dentro

e se ti guardo dentro mi vedo

Antonio Porta – 22.08.1981

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la grotta

china su di me i capelli

fanno una grotta intorno

al volto in oscurità ove

gli occhi non si vedono

quasi mi dice è un gatto

mi odia dice Perché le

faccio trapelare la voglia

e sibila come un felino

offeso poi più che tenera

con le mani sotto la mia

nuca mi solleva la bocca

all’oscura grotta d’amore.

James laughlin

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Bar Navona

La posta in gioco era alta, bionda,

giovinezza desunta dal polso che ostentava

un orologio al quarzo.

Un amico disse: “sono Porto Franco, saprà valutare la convenienza”.

L’altro osservava il coprifuoco dei sentimenti.

Così mi intromisi fra lei e il sole

prima che la dorasse come una moneta

lievitandone il valore.

Per non contrariarla, nell’avvicinamento

mi accostai coi modi invisibili dei camerieri

sperando che mi porgesse in mancia

il suo profilo abbronzato.

Posso farLe da ombra?”

Debbo proprio ritirarla?”

Mi allontano retrocedendo

così posso accarezzarLe la figura.

Dica almeno addio alla sua ombra.”

*

Potevo essere una svolta

nella sua vita

alla prossima mi ritroverà

solo come nome sulla lapide di una via.

Valentino Zeichen – 1979

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Una mappa del mondo

che non preveda

il paese dell’Utopia,

non merita

neppure uno sguardo.

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Feb
23
 

JOVANOTTI – IL GRANDE BOH!

I MURI

a me I muri non mi sono mai piaciuti

o meglio

non mi sono piaciuti nella funzione

per la quale sono stati costruiti

da chi li ha costruiti

mi piacciono i muri

da arrampicarcisi

da farci dei disegni

da farci una pisciata

da farci rimbalzare la palla

io sono cresciuto

in mezzo alla strada

questo non per intenerirvi

ma perché tra le mura

ci si sta

al massimo per dormire

poi è bello

stare fuori

all’aria aperta

tra la gente

rischiando di morire

ma grazie a dio

anche di vivere.

TUTTO PARLA

le sedie parlano

le porte parlano

gli ascensori parlano

i denti finti parlano

gli alberi parlano

le scarpe parlano

le onde parlano

i capelli parlano

le tivù spente parlano

le unghie parlano

il pisello parla

le valigie parlano

gli odori parlano

i fiori parlano

i passi parlano

i pazzi ascoltano.

BARBUDOS

la barba nella sierra si sporcava di fango

i contadini offrivano un rifugio all’ombra di alberi di mango

ricordi di tango

sfumati sopra ritmi di guinea

e il mondo che sbiancava al passaggio di un’idea barbuta

e piena d’amore

la gioia era più forte di qualsiasi inevitabile dolore

la barba cresceva

si faceva più folta

e come una foresta dava un’aria popolare a una faccia un po’ colta

di studenti ribelli

che chiamavano compagni

quelli che un altro barbuto chiamava fratelli e sorelle

e quando le stelle

rimasero celate dal soffitto di un ufficio

e quando le barbe

divennero l’annuncio di un nuovo sacrificio

il popolo gridò

che barba!!!

ma il senso cambiò

che barba!

che barba!

qualcuno gridò.

ESSERE BIT

un giorno parlando con una specie di saggio-guru, comunque un uomo carismatico e interessante, lui mi faceva riflettere sulla mia “ricerca” di libertà convincendomi che la condizione di “non libertà” è congenita all’uomo in quanto non potremmo mai essere liberi dal nostro corpo. Questa prigione che noi abitiamo è il principio e la fine della nostra libertà. Possiamo imbiancarla, trattarla bene, sporcarla e maltrattarla ma comunque è lì che dobbiamo vivere. E fino a qui mi sembra un bel discorso. Riflettevo poi sui muri portanti di questo nostro edificio-prigione e tra questi ci mettevo un nome e cognome, con tutto quello che queste due parole contengono: faccia, altezza, padre, madre, pelle, gusto, occhi ecc. fino all’inesorabile giorno, mese e anno di nascita che ti colloca lì e di lì non puoi scappare. Fino ad oggi tutto questo è stato quello che è stato, e lo sappiamo tutti, è stato il mondo, la storia. In fondo la storia del mondo è la storia dei suoi miliardi di miliardi di nomi e cognomi, di facce e numero di scarpe che si sono succeduti fino a qui. Ma oggi sta succedendo qualcosa e questo è grazie o “per colpa” (non è importante in questa sede stabilirlo) della Rete. La Rete può eliminare tutto questo, nella Rete ogni nome può essere uno pseudonimo, o addirittura il nome di un gruppo di venti persone che decidono di chiamarsi John Ballerino, nella Rete non c’è notte e non c’è giorno, non c’è alto e non c’è basso, non c’è corpo e non c’è calligrafia, c’è solo il bit che viaggia e che prende la forma che gli vogliamo dare. Che ne dite? Mi sembra, al di là di ogni giudizio, una cosa molto importante. Che fa riflettere.

SENZA TITOLO

se l’universo è musica

il mondo è lo spartito

io sono una melodia

e la famiglia è l’armonia

sopra alla quale si sviluppa il tema

è lì la chiave di

ogni mio problema

non c’è melodia senza armonia

non c’è ritmica senza tempo

e se la canzone

in fondo

è un artificio

se la melodia

e l’armonia

e la ritmica

sono invenzioni

il suono non lo è

il suono è universo

è fatta di suono

è fatta di suono

la melodia

la ritmica

l’armonia

capire l’armonia

starci dentro

per venirne fuori

come una melodia

che per ogni successione armonica

ci possono essere milioni di melodie

diverse.

D’AMORE

dolce tranquillità

di una notte di città

di un accordo di chitarra

che accarezza l’aria

e si posa su di te

come una piuma

suggerisce alla mia bocca

di baciarti

e siamo soli

eternamente

guardandoci

a luci spente

quello che noi si fa

chiamalo libertà

è puro come il crescere del grano

tutta nella mia mano

come una mela rossa

nuotando

dentro al tempo che non passa

e siamo soli

eternamente

guardandoci

a luci spente

M’ILLUMINO D’IMMENSO

io quella poesia non l’ho mai capita, non Perché non fosse bella, anzi, lì l’autore ha avuto una grande idea, se non altro di fare quella poesia tascabile, che tutti la potessero imparare subito, proprio tutti. Ma non è detto che tutti potessero viverla, io per primo in quanto la mattina non mi sono mai illuminato d’immenso, anzi. Ho sbadigliato, ho maledetto la svegliatomi ho mandato affanculo chiunque fosse nel raggio di trenta metri dal basso del mio pessimo umore di quando mi devo svegliare presto, che per me può poter dire anche mezzogiorno, ma non mi sono mai illuminato d’immenso. O forse l’ho fatto qualche volta, ma è avvenuto al termine della notte, quando spuntava l’alba, che non è la mattina, ma tutta un’altra cosa, per me l’alba non è l’inizio del giorno ma la fine della notte e scusate la sottigliezza ma c’è una bella differenza.

Ho pure scritto un pezzo che si intitola gente della notte proprio per mettere le mani avanti, per dire ragazzi non rompetemi i coglioni per nessun motivo prima delle due del pomeriggio. Tante volte ho dovuto svegliarmi presto, prendere treni autobus taxi, e sempre dal vetro ho osservato il panorama di fronte a me trovandolo assurdo, gente che alle nove di mattina era lì speditissima verso qualcosa, uomini vestiti di tutto punto che sfogliavano il giornale come se capissero perfettamente quello che stavano leggendo. Donne con bambini che aspettavano al semaforo lo scattare del verde per attraversare quasi con uno scatto da olimpiadi. Probabilmente, pensavo, tutti loro si illuminano d’immenso ma io sono rincoglionito e sono qui solo Perché dovevo per forza svegliarmi a quest’ora Perché il mio mondo come l’hanno costruito tratta di nottambuli come una minoranza da schiacciare che non ha a disposizione uffici per fare i documenti nel pomeriggio o altre cose che si potrebbero benissimo fare alle sei di sera e invece bisogna farle per forza alle dieci di mattina sennò crolla il sistema. Ho praticamente rimosso come un trauma infantile tutti i giorni in cui per andare a scuola dovevo prendere l’autobus affollatissimi in ore assurde o peggio ancora un anno di fottuto militare con sveglia alle sei e mezza. Poi ho anche sviluppato una teoria antimattina. La teoria è così formulata: di mattina il mondo è popolato di tutte quelle categorie che sono palesemente contro lo scorrere della vita: militari, amministratori di palazzi, politici, burocrati di ogni specie, e questo dona all’aria una brutta energia e per neutralizzarla l’unico modo è starsene a letto, solo così se ne e resterà fuori di te. La teoria si sa che non è la pratica ma rimane un modo per giustificare i propri comportamenti. Poi stamattina mi sono alzato alle nove, non avevo più sonno, mi sono svegliato senza niente da fare, mi sono alzato, lo stimolo della cacca era lì come un simpatico amico al quale è piacevole non dire di no, la finestra lasciava entrare un venticello niente male e poi ho guardato la mia ragazza che era già lì sveglia che prendeva il sole sdraiata sul tetto della casa come un gatto e allora ho capito il successo di quella poesia. È il sonno che rende tutto negativo. Quando si è svegli la realtà non può farti niente, anzi il mondo può anche essere un luogo veramente meraviglioso al di là dell’ora, e l’universo può arrivare a illuminarti di immenso, cosa difficile da spiegare a parole, ma si sa che le parole sono limitate mentre la poesia non lo è, anche se è fatta di parole. Strana cosa questa, ma vera.

UN PULLMAN NEL DESERTO

che ci fa un pullman

nel deserto

tra l’Egitto e il medio oriente

un pullman con le luci accese

e l’interno vuoto?

Si ferma

sale qualcuno

sono 2 umani

riparte

lo seguo

dalla finestra della mia camera

con l’aria condizionata

come qualcosa

che ho perduto…

…un’occasione

NON POSSO LASCIARLA BIANCA QUESTA PAGINA

non posso lasciarla bianca questa pagina

ti ho acceso computer credendo che accendendoti avrei avuto qualcosa da scrivere

com’è che si dice

fare di necessità virtù

che poi non c’entra niente

in fondo non c’è necessità che io scriva niente

di conseguenza quale virtù potrebbe esserci

neanche a dire che sto sprecando carta

perché sto sprecando tempo

ma cosa potrei fare di meglio in una notte milanese

così

telefonare a qualcuno

mangiarmi qualcosa nel frigo

maurizio costanzo show

boh!

L’ombra del grande boh

cala su di me e come una mano mi stringe proprio in questo punto

qui

fare della respirazione yoga

concentrare la mente sulla parete della narice

seguire l’aria che entra nel corpo

arriva fino alla bocca dello stomaco

e la rilassa

la massaggia

e via così

scacciare il grande boh

trasformandolo in grande sì o in un grande no

non si può

forse tuffandosi nel grande boh

prenderlo di petto

farselo amico

scrivere di lui

descriverne i confini

cercare i suoi confini

come cercare i confini della notte

il punto in cui la notte diventa alba

il punto esatto

come quando sei su un aereo sopra l’oceano

e dal finestrino guardando avanti

la notte

guardando indietro

la luce

e prendere coscienza di stare sopra una palla

con un lampadone che ne illumina sempre metà

e mentre da una parte è buio e si dorme

dall’altra è giorno

e ci sono delle cose da fare

adesso sei piena di segi

pagina ex bianca

ti salvo col nome

boh

L’OCEANO ATLANTICO TI ARRIVA IN FACCIA

l’oceano atlantico ti arriva in faccia

dietro a una curva

ti arriva in faccia

grigio come metallo

freddo come coltello

caldo come mantello

come l’abbraccio

di tuo fratello

come un arrivo

come una partenza

come dolcezza

come violenza

ti arriva in faccia

come la vita

con i suoi petali di margherita

onda…m’ama

onda…non m’ama

onda…m’ama

onda…non m’ama

LASCIA STARE I MIEI SOGNI

lascia stare i miei sogni capito?

Non chiedermi niente

non so spiegarli

né interpretarli

non sono mica un dottore io!

Che ne so che vuol dire sogno

di fare l’amore

o di nuotare in un mare con onde troppo grandi

e troppo alte

correnti troppo forti

o se segno di litigare con il mio migliore amico

o di scoprire un’ala della mia casa che

non sapevo nemmeno che esisteva

e infatti nella realtà non esiste

e invece nel sogno è lì

e mi accorgo che non ha il tetto

è tutto in ordine

ma non c’è il tetto

ho sognato di scrivere un pezzo con i beatles

loro erano lì intorno a me

e nasceva questa canzone stupenda e semplicissima

e io suonavo la chitarra e le mie dita si muovevano

come non si sanno muovere

e io pensavo

“devo ricordarmi di questo pezzo per quando mi sveglio”

“devo assolutamente ricordarmelo e appena sono sveglio me lo registro”

e poi mi sono svegliato

e ho dimenticato la canzone

anche se so che un giorno la ritroverò

Perché tanto è lì dentro di me

non può scappare

deve essere lì da qualche parte

non mi interessa che qualcuno sappia o voglia

spiegarmi

che significa se sogno di andare a fregene

con un motorino con una busta della spesa mezza vuota

e poi intingo i piedi nell’acqua e un grooooooosso pesce

(tipo tonno di pinocchio per intenderci, tipo il signor tonno)

mi gira intorno

e io me ne vado

ricordandomi di aver lasciato il motorino senza catena

e arrivo nel bel mezzo di una manifestazione

e poi dritto fino a casa mia

che è la casa della mia nonna ma ci vive mia zia

e poi bob dylan mi prende sotto braccio

e mi dice in italiano

il numero uno è beck

pensa che cazzo di sogno

e non sto qui a dirti gli altri

e quelli che non ricordo

che poi sono di sicuro i migliori

Dic
30
 

CANZONE D’AMORE

Lui la amava e lei lo amava

i suoi baci le suggevan via l’intero passato e futuro o così tentavano

lui non aveva altro appetito

lei lo mordeva lei lo morsicava lei suggeva

lo voleva completamente dentro di sé

sano e salvo per sempre e poi sempre

le loro piccole urla svolazzavano nelle tende

gli occhi di lei volevano che nulla si perdesse

gli sguardi di lei gli inchiodavano polsi mani gomiti

lui la avvinghiava stretta così che la vita

non la trascinasse via da quel momento

lui voleva che tutto il futuro cessasse

lui voleva buttarsi con le sue braccia intorno a lei

dall’orlo di quel momento e nel nulla

o durevole e quel che ci fosse

l’abbraccio di lei era un torchio immenso

a stamparselo nelle sue ossa

i sorrisi erano soffitte d’un palazzo incantato

ove non vi giungerebbe mai il mondo reale

i sorrisi di lei erano morsi di ragno

così lui giacerebbe immoto fino a che lei non si sentisse affamata

le parole di lui erano eserciti di occupazione

le risate di lei erano tentativi d’assassino

gli sguardi di lui erano proiettili pugnali da vendetta

le occhiate di lei erano spettri nell’angolo con orribili segreti

i sussurri di lui erano fruste e stivali

i baci di lei erano avvocati che non smettevano di scrivere

le carezze di lui erano gli ultimi ami di un naufrago

i trucchi d’amore di lei erano frantumazione di legami

e i loro gemiti profondi strisciavano sul pavimento

un animale trascinante una grossa trappola

le promesse di lui erano il bavaglio del chirurgo

le promesse di lei gli scoperchiavano il teschio

lei se ne farebbe fare una spilla

i giuramenti di lui le estraevano tutti i tendini

lui le mostrava come fare un nodo d’amore

i giuramenti di lei gli mettevano gli occhi in formalina

sul fondo del suo cassetto segreto

le loro urla si appiccicavano alla parete

le loro teste si staccavano nel sonno come le due metà

d’un melone spaccato, ma è duro da smettere l’amore

nel loro sonno intrecciato si scambiavano braccia e gambe

nei loro sogni i loro cervelli prendevano l’un l’altro a ostaggio

il mattino portavano l’uno il viso dell’altro

TED HUGHES – 1970

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I tuoi occhi

I tuoi occhi

piccole preziose pietre

trovate su una spiaggia

da scrutare

meravigliato

come un bimbo

giocarci un attimo

e poi

gettarle via.

Jan Erik Vold

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…Così è

Un marinaio ha lasciato il mare

il suo battello ha lasciato il porto

ed il re ha lasciato la regina

un avaro ha lasciato il suo oro

… così è

una vedova ha lasciato il lutto

una pazza ha lasciato il manicomio

e il tuo sorriso ha lasciato le mie labbra

… così è

Tu mi lascerai

tu mi lascerai

tu mi lascerai

tu mi tornerai

tu mi sposerai

tu mi sposerai

Il coltello sposa la piaga

l’arcobaleno sposa la pioggia

il sorriso sposa le lacrime

e le carezze sposan le minacce

… così è

E il fuoco sposa il ghiaccio

e la morte sposa la vita

come la vita sposa l’amore

Tu mi sposerai

tu mi sposerai

tu mi sposerai.

Jacques Prévert – 1965

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A te (IV)

Mai ci siamo abbracciati, perché

eravamo per noi stessi un labirinto:

io non sapevo che fare accanto a te,

tu pure accanto a me eri smarrita

e non potevi andare avanti o indietro,

piangevi sommessa e io

ero più scontento di prima.

Da allora sono passati dieci anni.

Resistendo ad ogni cosa che passa

    – al sogno, al tempo e all’ira – mi trovo

    ancora dove mi son perso allora.

Kikuo Takano

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DONNA TEDESCA 46

Se dobbiamo divertirci, facciamolo sul serio!

Diceva il mio Otto, era un mattacchione.

Quando eravamo nel bosco, lui diceva agli alberi:

vi spacco tutti a pezzi per fare letti da bambini.

Lui era falegname, senza lavoro, comunista

e abitava in cucina, nella casa dei genitori.

Se ti viene il pancione, te ne vai!

disse la gentile signora, quando Otto venne a prendermi.

Poi Hitler. Otto diceva: quello fa la guerra.

Neanche allora venne un bambino, per il banco del macellaio

non ne volevo, lui voleva una figlia.

Poi fu la guerra. Otto nella compagnia di disciplina

prigioniero dei russi, suola antifascista.

Ora lui viene a casa, io non posso più avere figli.

Penso che adotteremo un orfanello.

Karl Mickel

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Per coloro che si amano

Che tra le loro mani il fiume si meravigli

Che tra le loro labbra i respiri siano stellati

E prodiga la brezza al loro accordo

Che parlino lo stesso linguaggio

Che partano e poi che veglino

Che soprattutto veglino

Le trappole son tese

Fin dentro al loro cuore.

Andrée Chedid

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